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Il teatro, l’espressione corporea, unita all’uso della voce e del movimento, è uno strumento ideale per promuovere una cultura della pace favorendo l’educazione alla differenza e la gestione nonviolenta dei conflitti.
Il laboratorio offrirà un’introduzione alla pratica delle tecniche del Teatro dell’Oppresso, Teatro Forum, Teatro Immagine e Arcobaleno del Desiderio.
Il laboratorio teatrale proposto non è finalizzato ad apprendere l’arte della recitazione, ma intende essere utile strumento nell’affrontare le proprie difficoltà, incontrare i propri limiti e a superarli o gestirli in maniera positiva, trasformare se stessi e le persone vicine per avviarsi a un cambiamento della società che ci renda più solidali con gli altri e più aperti all’accoglienza delle diversità.
Uno stage per prendere coscienza delle situazioni di oppressione proprie e altrui, per lavorare in gruppo sulla propria espressione corporea e accrescere le competenze nella comunicazione con gli altri, per diventare socialmente più consapevoli e trovare nuove strategie per affrontare l'oppressione nelle nostre vite.
Ci impegneremo nella creazione di scene teatrali e immagini, foto e video nelle quali si rifletterà la nostra realtà e quella che vogliamo che sia.
Uri Noy Meir facilita laboratori di teatro e di trasformazione creativa. È nato in Israele e ha una laurea in Teatro e studi spagnoli e latino-americani presso l'Università Ebraica di Gerusalemme. Uri è un membro dei Combattenti per la Pace, un movimento iniziato congiuntamente da palestinesi e israeliani che hanno preso parte attiva al ciclo di violenza e hanno deciso di deporre le armi e combattere per la pace.
Uri si è formato con rinomati praticanti di Teatro dell’Oppresso come Chen Alon, Barbara Santos, Sanjoy Ganguly ed Hector Aristizábal, ha lavorato in Israele sia con studenti universitari che con attivisti politici, offrendo laboratori trasformativi attraverso l’applicazione del Teatro dell’Oppresso. Ha condotto anche laboratori in Nepal, India, Italia e con il gruppo ImaginAction, in Derry, Irlanda del Nord.
http://www.youtube.com/watch?v=dTZPnk-ZEn8
Uri propone dei laboratori in cui integra il Teatro dell’Oppresso con la fotografia partecipativa. Per approfondire: http://www.youtube.com/watch?v=RZ3Laap3eLI.
Uri Noy Meir è anche impegnato a sviluppare reti con praticanti di Teatro dell’Oppresso in tutto il mondo, usando internet come piattaforma di interscambio significativo e di lavoro trasformativo attorno al globo. Vedi il gruppo del forum ToPnewmedia di facebook: https://www.facebook.com/home.php?sk=group_143021615756424
Il metodo
Il Teatro dell’Oppresso è un teatro sociale nato in Brasile ad opera di Augusto Boal negli anni ’60; si colloca all’interno del movimento di riscatto popolare e di coscientizzazione guidato da Paulo Freire. Scopo del teatro di Boal è conoscere, analizzare una realtà che opprime per trasformarla ed avviarsi verso una possibile liberazione. Questo particolare approccio teatrale permette di partire da situazioni individuali o di gruppo vissute come problemi/conflitti per poi renderle collettivamente fruibili e affrontabili attraverso una discussione teatrale, cioè che va oltre il verbale consentendo di agire soluzioni.
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