| LABORATORIO DI TEATRO DELL’OPPRESS@ |
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There are no translations available. LABORATORIO DI
TEATRO DELL’OPPRESS@ “il cittadino non è solo colui che vive in una città, ma chi lavora per trasformarla” A. Boal (creatore del TdO) Indirizzato a coloro che vogliono sperimentare il teatro come strumento di trasformazione sociopolitica; siano essi teatranti, lavoratori nell'ambito del sociale o semplici cittadini (intesi nel senso definito da Boal) Il laboratorio sarà intensivo e si svolgerà il 10 e 11 settembre presso il Centro Sociale-Area Verde di Molicciara, via Carbonara 1 - Castelnuovo Magra (SP) con i seguenti orari: sabato h. 10:00-13:00 e 14:00-20:00; domenica h. 10:00-13:00 e h. 14:00-19:00 Il costo sarà di 55,00 euro pro-capite. Il conduttore sarà Roberto Mazzini, fondatore di Giolli - Teatro dell'Oppresso (www.giollicoop.it) nel 1992, formatosi con esperienze di Terzo Teatro, Mimo, Commedia dell’Arte, training nonviolento, comunicazione ecologica, bioenergetica e psicodramma. Laureato in psicologia, conduce laboratori col TdO di Boal, supervisiona i progetti e la formazione degli operatori della Cooperativa Giolli di cui è anche regista. Ha diretto spettacoli di Teatro-Forum rappresentati in convegni ed iniziative diverse, tra cui il Convegno Internazionale di Cartoceto promosso dalla rivista Catarsi. Ha scritto articoli sul rapporto tra il Teatro dell’Oppresso e i settori in cui viene applicato. Ha curato la traduzione delle principali opere di Augusto Boal in italiano. Informazioni e iscrizioni non oltre il 6 settembre 2011 a: This e-mail address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it +39 349.4335619 Il Teatro dell’Oppresso (TdO) è un metodo teatrale creato dal drammaturgo brasiliano Augusto Boal, che si ispira alla Pedagogia dell'Oppresso di Paulo Freire. Secondo il TdO tutti siamo allo stesso tempo attori, perché svolgiamo azioni e interagiamo con altri, e spettatori, perché abbiamo capacità di vedere e vederci mentre agiamo. Esso quindi agisce affinché attraverso l’osservazione e l’azione si arrivi a trasformare la propria condizione conflittuale, vuole cioè essere un mezzo per riscoprire i propri desideri, per leggere la propria condizione e il proprio contesto e conseguentemente cercare di trasformarli. Con la collaborazione del settore Cultura del Comune di Castelnuovo Magra (SP) |



