STAGE OI BARBAROI PDF Stampa E-mail
Scritto da Maria   
Sabato 14 Gennaio 2012 00:04

Sabato 11 Febbraio 2012 dalle ore 10.00 alle ore 18.30 - Centro Sociale Il Tulipano via Marchesi , Parma



GiolliCoop Presenta

OI BARBAROI
  

 

Ovvero l’incontro con l’altro tra paure, scontri, dialoghi.

Laboratorio teatrale con musica eseguita dal vivo

 
Conduttori : Vanja Buzzini e Massimiliano Filoni

 

Partecipazione gratuita previa iscrizione: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.



Chi sono i Barbari?

Filoni:
È quello che cercheremo di scoprire durante il laboratorio. Non partiamo da una definizione preconfezionata. Con le tecniche teatrali esploreremo questo tema provando a definire chi siano oggi i barbari. Anticamente i greci definivano tali coloro che non riuscivano a parlare con sufficiente abilità il greco.

Barbaro deriva, per assonanza,dai primi tentativi di sillabazione di un bambino molto piccolo che ripete “ba- ba- bar – ba – bar – ba . A questi primi tentativi di parlare corrispondevano i maldestri tentativi dei non greci, incapaci di padroneggiare la lingua di Pericle e di Platone. Ma più del fatto  linguistico colpisce il giudizio sull’altro che se ne può trarre. I non greci sono inferiori, incapaci persino di parlare correttamente, appartengono ad un mondo subalterno e violento, pericolo



Buzzini: A questo si aggiunge il fatto che i barbari erano tali senza distinzione di provenienza. Non importava quale fosse la loro terra di origine, la loro cultura di appartenenza erano tutti uguali, tutti barbari.

                 
Oggi assistiamo ad un fenomeno simile: filippini, nigeriani, senegalesi, tunisini, indiani, pakistani o sudamericani sono tutti uguali, sono tutti extra – comunitari.  Anche in questo caso più della confusione “geografica” colpisce il giudizio morale che ne consegue. Extracomunitario significa culturalmente inferiore; significa pericoloso, sospetto, invasore.


 

 
 

A chi si rivolge il laboratorio? 

Filoni: A chiunque abbia voglia di mettersi in gioco, a chiunque abbia interesse per il tema, non occorre una preparazione teatrale già acquisita.

Ad ognuno verrà in ogni momento lasciata la possibilità di partecipare secondo la propria sensibilità. Non c’è nei nostri laboratori obbligo a fare, se a certe proposte si preferisce rispondere fermandosi e guardando, si può fare, non c’è obbligo a fare! Il teatro è, dovrebbe essere, una spazio di libertà, di espressione gioiosa di sé, delle proprie idee, dei propri sentimenti, delle proprie modalità per stare con gli altri e per scoprire insieme.

Ognuno deve essere libero di scoprire e di rispettare i suoi tempi per mettersi in gioco, per fare con gli altri. Il laboratorio ha una finalità esplorativa, non ci porremo obiettivi specifici e rigidi, ma agiremo per conoscere meglio un tema di grande attualità e ricco di sfaccettature. Per riscoprire il ruolo e il potere che ciascuno di noi, come cittadino o cittadina, può esercitare nella definizione di un mondo migliore.
       
        

 

Dal punto di vista metodologico il laboratorio sarà incentrato sulle tecniche del Teatro dell’Oppresso, quali in particolare?

 

Filoni: I Giochi – Esercizi, il Teatro – Immagine, il Teatro – Forum, in linea di massima, ma adattati al tema e alla direzione che prenderà il lavoro; anche qui niente è preconfezionato, ma tutto nasce e si sviluppa dal lavoro fatto assieme. Alle parti attive seguiranno dei momenti di riflessione utili a calare l’esperienza teatrale, la metafora, nella realtà.

 
Partecipazione gratuita previa iscrizione:
fratt-cg@giollicoop

F.RA.T.T. è un progetto cofinanziato dal programma Justice della Commissione Europea - Fundamental Rights and Citizenship - Agr. n. JUST/2010/FRAC/AG/0903-30-CE-0377145/00-21


 

 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 15 Febbraio 2012 15:25
 

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