INSIEME! (progetto partecipativo) in sintesi PDF Stampa E-mail

INSIEME!

collaborare per la salvaguardia dell'ambiente

e la promozione della comunità

http://insiemeperlacomunitaelambiente.it

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SINTESI

Il presente progetto ha come oggetto il ruolo del volontariato e dei cittadini dentro il Piano Inter-comunale di Protezione

Civile, con la prospettiva di attivare, attraverso questo percorso, un forte senso di comunità che sia la base per successivi

percorsi partecipativi su temi più conflittuali.

L’esigenza nasce dalle ricorrenti emergenze del nostro territorio ed è legata a una prospettiva di sviluppo di comunità.

Verranno utilizzati vari strumenti come suggerito nella guida del Tecnico di Garanzia, al fine di coinvolgere anche le fasce

meno ricettive agli incontri pubblici. Il Teatro di Augusto Boal sarà usato anche a tale scopo.

Verranno coinvolti nel Tavolo di Negoziazione i principali attori sociali tra cui le varie organizzazioni di volontariato che già

collaborano alla Protezione Civile; verrà nominato da questi un Comitato di Pilotaggio che persegua le funzioni di garanzia

di equilibrio e imparzialità.

L’Unione Pedemontana Parmense ha la titolarità per quanto riguarda i processi partecipativi e l’elaborazione del Piano

Inter-Comunale di Protezione Civile, pertanto sospenderà ogni decisione in merito, salvo quelle necessarie per gli

adempimenti di legge.

 

 

DESCRIZIONE

INSIEME! è un progetto nato in collaborazione con l'Unione dei Comuni della Pedemontana Parmense.

Si tratta di 5 piccoli comuni tra cui Montechiarugolo dove ha sede la cooperativa, con cui da anni sono avviate collaborazioni.

Nell'estate 2015 abbiamo presentato come Unione dei Comuni questo progetto, arrivato 6° su 77 nella graduatoria regionale

e quindi finanziato.

 

Finalità generali:

1)      Rafforzare il senso di comunità a partire da sfide concrete su cui chiamare i cittadini alla collaborazione tra loro e con le Istituzioni.

Questo sia promuovendo una maggiore coesione sociale locale, che di appartenenza all’Unione.

2)      Stimolare la condivisione dei problemi, la ricerca/costruzione delle risorse, la gestione/manutenzione degli ambienti collettivi da parte

della comunità, a livelli di responsabilità diversi, attivando risorse della società civile, collaborazioni e riflessione congiunta tra cittadini e

Istituzioni (concetto di Capitale sociale e di empowerment).

3)      Promuovere una comunità inclusiva nel rispetto delle differenze di genere, cultura, abilità, età, capace di collaborare per il bene

comune dando spazio ai soggetti più deboli.

4)      Aumentare la fiducia nelle Istituzioni e sviluppare competenze auto-gestionali nella società civile.

5)      Sviluppare capacità di gestire le divergenze e i conflitti di interesse e valori all’interno della comunità locale, nei vari ambiti di

vita comunitaria, condividendo risorse e obiettivi.

6)      Salvaguardare l’ambiente e il territorio come bene comune.

 

Obiettivi specifici:

1)      Aggiornare i Piani Comunali di Protezione Civile rendendoli strumenti snelli ed efficaci

2)      Creare i presupposti per la stesura del Piano intercomunale di Protezione Civile dell’Unione che abbia il contributo di idee e il

coinvolgimento dei cittadini e dei principali stakeholder

3)      Stimolare e regolamentare la partecipazione e collaborazione dei cittadini nel Piano PC

4)      Far conoscere maggiormente il Piano PC e sensibilizzare sulla sua importanza

5)      Incrementare la consapevolezza del valore dell’Unione.

 

In dettaglio vediamo il processo come arricchente su tre linee:

- i cittadini coinvolti possono migliorare i Piani di Protezione Civile con proprie idee e suggerimenti relativamente alle parti di loro competenza

- i cittadini possono offrire la loro collaborazione nelle attività di previsione e prevenzione e nell’eventualità di emergenze e questa

collaborazione verrà regolamentata e inclusa nel Piano

- i cittadini possono conoscere il Piano PC, essere maggiormente sensibili alla sua importanza e sanno adeguare i propri comportamenti

in caso di emergenza. 

 

METODI DI LAVORO

Verranno utilizzate, oltre a metodi psico-sociali partecipativi, anche tecniche del Teatro dell'Oppresso di Augusto Boal, indicato da

varie ricerche come utile in tutte le fasi della ricerca-azione (Conrad 2010, Hawkins and Georgakopolous 2010, Kaptani and

Yuval-Davis 2008, Senor 2004, Branca e Colombo 2003 e 2008) (nota 1) nonché per l'empowerment (nota 2). In particolare

potrebbero essere utilizzati: il Teatro-Forum e il Teatro-Legislativo, sia nella fase di pubblicizzazione e sondaggio iniziale, che in

quella di riflessione e dibattito successiva, che nella parte finale di approvazione del documento di proposte partecipato.

 

Nota 1

- Branca P., Colombo F. (2003), La ricerca-azione come promozione delle comunità locali, “Animazione Sociale”, n. 1, pp. 43-50, Ed. EGA,

Torino

- Branca P., Colombo F. (2008), La ricerca-azione di comunità  in: AA.VV., Il lavoro nella Comunità locale, QdA – EGA, Torino

- Conrad D. (2010). In search of the radical in performance: Theatre of the Oppressed with Incarcerated youth.

In P. Duffy & E. Vettraino (Eds.) Youth and Theatre of the Oppressed, pp. 125-141, New York: Palgrave

- Hawkins S., Georgakopolous A. (2010), Dramatic Problem Solving: Transforming Community Conflict through Performance

in Costa Rica, Journal of Alternative Perspectives in the Social Sciences, Vol 2, No 1, pp. 112-135

- KAPTANi E., Yuval-Davis N. (2008), Participatory Theatre as a Research Methodology: Identity, Performance and

Social Action Among Refugees, Sociological Research Online

- Senor P. (2004), La ribalta degli invisibili. Storie e strumenti di teatro dell'oppresso, Berti.

 

Nota 2

- Roberto Mazzini e Luciana Talamonti, Teatro dell'oppresso: potere conflitto empowerment, in Maria Augusta Nicoli e

Vincenza Pellegrino (a cura di), L'empowerment nei servizi sanitari e sociali. Tra istanze individuali e necessità collettive,

Il Pensiero Scientifico editore, 2011

 

 

FASI DI LAVORO

Si prevedono 3 fasi principali di lavoro da metà novembre 2015 a metà maggio 2016, culminanti in una delibera dell'Unione che

recepirà le proposte emerse dal percorso.

 

1) Fase preparatoria e di lancio (1 mese)

2) Attuazione di iniziative nei 5 Comuni (3 mesi)

3) Percorso decisionale (2 mesi)

 

1) FASE PREPARATORIA E DI LANCIO

In questa fase si svolgerà la preparazione sia come divulgazione del progetto che come contatti ulteriori per coinvolgere tutti gli

stakeholder possibili.

In particolare verrà:

- Organizzato il TdN che successivamente nominerà il Comitato di Pilotaggio (CdP).

- Svolti incontri con i principali stakeholder per chiedere un sostegno alla divulgazione (Cooperativa Giolli a Comuni).

- Avviate le attività del Piano di Comunicazione (vedi sezione L).

 

2) INIZIATIVE DI COINVOLGIMENTO NEI 5 COMUNI

In questa fase si vuole coinvolgere e sensibilizzare il territorio a partire dalle organizzazioni della società civile fino a coinvolgere

i singoli cittadini e gruppi informali. I cittadini vengono informati attraverso vari metodi adatti ai singoli target e si raccolgono prime

impressioni e proposte.

Si prevedono vari strumenti che saranno proposti dallo staff al TdN e condivisi:

- “metodi outreach”: tra cui invio di operatori di strada, uso di mediatori culturali, visite a domicilio, animazione in luoghi pubblici,

telefonate mirate.

- “interviste a opinion leader” di vari segmenti sociali: giovani, anziani, immigrati, commercianti, imprenditori, forze dell'Ordine, servizi sanitari

e sociali, servizi educativi, organismi del Terzo Settore, sulla percezione del tema sicurezza del territorio e del progetto, con richiesta

di coinvolgere la propria base. Ove possibile saranno filmate e sintetizzate per YouTube le parti più significative e l'invito a partecipare al

progetto (almeno 5 interviste per Comune).

- “passeggiate” in luoghi particolarmente a rischio (almeno 5)

- “gazebo dell'ascolto”, giornalieri informativi con volantini esplicativi e questionari da compilare (almeno 5 gg).

- “focus group” con gruppi omogenei (stranieri, associazioni, parrocchie, associazioni imprenditoriali, insegnanti, Consulte ecc. (almeno 10)

- contatti con gruppi informali di giovani nei bar (almeno 5)

- riunioni delle Consulte ove esistono, aperte ai cittadini e sul tema.

- brevi percorsi nelle scuole con gli studenti e incontri coi docenti e genitori (almeno 1 contatto per Comune)

- interventi teatrali e informativi negli eventi locali (fiere, mercati, ecc.) (almeno 5).

- formazione di volontari disponibili a fare le interviste e accompagnarci nelle attività outreach.

 

In questa fase verranno raccolti anche nominativi di persone disponibili a collaborare al Piano di PC su base volontaria, in ruoli da

definire per creare un quadro di Protezione Civile omogeneo ed efficace. Inoltre questionari per sondare l’interesse al Piano,

suggerimenti, percezione dei rischi…

I gruppi marginali contattati verranno invitati a portare un loro rappresentante anche informale al TdN in modo da coinvolgerli.

 

Sul piano comunicativo verranno proseguite le attività del Piano di Comunicazione: mail, sms, Facebook, Twitter, siti dei Comuni

e partner di progetto (vedi sezione L per i dettagli).

 

3) PERCORSO DECISIONALE

3.1) Fase di apertura

Si opta per un approccio da “porta aperta” mitigato da eventuali azioni per dar voce ai gruppi sociali meno rappresentati; questo solo

nel caso ciò dovesse accadere nonostante la varietà di strumenti messi in atto nella fase di apertura.

 

Tutti gli elementi raccolti vengono discussi nel TdN che prepara alcune linee di intervento, sintetizza e organizza le proposte, immagina

scenari possibili di modifica del Piano di PC.

Il documento viene divulgato online e con i vari strumenti di comunicazione previsti e si convocano delle assemblee cittadine (o altri

strumenti DDDP scelti dal TdN per questa fase) nel capoluogo ed eventualmente in alcune frazioni maggiori, per discutere il documento.

La fase precedente dovrebbe aver creato una certa attesa e portare a una discreta partecipazione delle persone e dei gruppi.

In caso ciò non avvenisse si potenzierà il lato informatico dell'ascolto dei cittadini sulle proposte emerse, si useranno forme teatrali di

comunicazione sul territorio, si faranno incontri coi gruppi precedentemente contattati e altri che dovessero sorgere nel frattempo;

si cercheranno contatti coi gruppi di cittadini meno rappresentati al momento.

 

In sintesi queste le azioni:

- Questionari online e cartacei sul Piano PC per raccogliere le opinioni dei cittadini.

- assemblee comunali e/o di frazione, sedute aperte dei Consigli Comunali, OST-Open space technology (gli strumenti saranno scelti

dal TdN) (almeno 5 eventi + alcuni di frazione)

- azioni teatrali di divulgazione di quanto emerso e spettacoli di Teatro-Forum sui nodi conflittuali eventuali, divergenze e scelte da

compiere (almeno 1 per Comune)

- incontri con gruppi di cittadini che non vengono facilmente alle assemblee pubbliche e omogenei per categoria (almeno 3 per Comune)

- Gruppi di lavoro con esperti basati su una variante adattata del “sondaggio deliberativo” di J.Fishkine, sulle proposte emerse (fase aperta

online, invito a un campione a partecipare a un incontro con esperti, ri-sondaggio)

- eventuali ulteriori inviti, contatti e interviste con gruppi meno rappresentati fino a questo momento.

 

3.2) Fase di chiusura

Il TdN raccoglie dalle fasi precedenti stimoli e suggerimenti e riorganizza le sue ipotesi in uno o più scenari del Piano di PC che propone

a questo punto al voto dei cittadini con gli opportuni strumenti DDDP.

Pur essendo scelti dal TdN si presuppongono questi che saranno suggeriti al Tavolo di Negoziazione dallo staff e presi dagli strumenti DDDP:

- Assemblea dei cittadini (con tavoli di lavoro tematici ed esperti) (Una assemblea a livello di Unione o decentrata nei 5 Comuni)

- Town meeting

- Voting online

- Assemblea finale

- Camera in Piazza.

 

3.3) Ufficializzazione del Piano

Viene presentato ufficialmente alla cittadinanza e poi approvato il Piano di PC emerso dal percorso (Documento di Proposta Partecipata).

Lo strumento potrebbe essere:

- una assemblea a livello di Unione o decentrata nei 5 Comuni,

oppure

- Camera in Piazza (è uno strumento del metodo Boal, collegato al Teatro-Forum, con cui si ritualizza l’approvazione di una

proposta, simulando una Camera in luogo facilmente accessibile e visibile, dove i cittadini possono intervenire con brevi interventi

pro e contro o emendamenti. Rispetto alle assemblee ha una forma più teatrale e ritualizzata).

 

Il Consiglio dell’Unione discute il DocPP e delibera in merito.

 

Sul piano comunicativo verranno proseguite le attività del Piano di Comunicazione (vedi sezione L) e prodotto un opuscolo informativo

per i cittadini su come collaborare al Piano PC e comportarsi in caso di emergenza, basato sulle riflessioni emerse nei momenti pubblici

e sintetizzate dal TdN.

 

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Nei prossimi mesi aggiornamenti sui passi che verranno attuati e su quanto emergerà.

Per collaborare o avere informazioni ulteriori, contattare Giolli

0521-686385

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