Sintesi del progetto

PROGETTO

BILANCIO PARTECIPATIVO – COMUNE DI PARMA

ANNUALITA’ 2019-2021

 

 

 

 

 

1. OGGETTO

Oggetto del percorso sarà la presentazione di progetti per la destinazione dei fondi del Bilancio Partecipativo, per ognuno dei 13 quartieri di Parma, sulla base del Regolamento della Partecipazione.

 

 

2. OBIETTIVI

1- Accrescere la quantità della partecipazione

2- Aumentare la qualità della partecipazione dei cittadini perché passi dalla focalizzazione sul proprio progetto a una visione più complessiva del bene comune del quartiere e a un maggior dialogo con le altre proposte

3- Incrementare la coscienza dell'importanza della partecipazione e di essere cittadini attivi e responsabili.

4- Giungere all’approvazione condivisa, nei 13 quartieri, dei progetti da finanziare con il Bilancio Partecipativo, elaborando quindi il DocPP per il Tecnico di Garanzia.

 

 

3. RISULTATI

1- Incremento della partecipazione del 50%

2- Buona visibilità del progetto nei 13 quartieri

3- Qualità del dibattito centrato sul bene comune del quartiere e sul confronto tra le varie proposte.

4- Deliberazione del Consiglio Comunale che approva le proposte emerse dal processo partecipativo.

 

 

4. STAFF

Referenti del Comune dal lato organizzativo e politico

Ufficio Comunicazione del Comune

Facilitatori dell’organismo che fa la consulenza al processo, Giolli coop.

 

 

5. TEMPI

Inizia 15 Gennaio 2019 e si conclude entro 6 mesi salvo proroghe di massimo 2 mesi.

 

 

6. REALTÀ DEL TERRITORIO

Coinvolgere oggi i cittadini non è facile; numerosi esempi di progetti, pur interessanti, riescono a coinvolgere numeri limitati di persone. I cittadini si attivano molto “contro” qualcosa o in casi di emergenza, mentre è più difficile far partecipare nella continuità e su temi non emergenziali.

In questo quadro, il cittadino immigrato, per esempio, è meno coinvolgibile, vuoi per difficoltà organizzative, per comprensione della lingua, per cultura e abitudine, per altre priorità.

Pertanto questo progetto cerca di tener conto di queste tendenze e far tesoro dei precedenti progetti locali.

In particolare si ritiene utile partire con una larga fase di contatti e creazione di reti, avvio di discussioni, andando verso i cittadini più che chiedere loro di venire a incontri pubblici; l'incontro pubblico in sé è un momento spesso disertato che richiede una preparazione e promozione adeguata. Per questo si prediligono modalità outreach, informali, la partecipazione a eventi della comunità, contattando opinion leader soprattutto per gli stranieri non organizzati, e coinvolgendo invece quelle realtà intermedie tra Istituzioni e cittadino singolo che sono le associazioni e che intercettano mediamente il 40% dei cittadini italiani.

La riuscita della partecipazione dipenderà da questa strategia e da quanto riusciremo a essere flessibili per adattarci al contesto e alle reazioni dei cittadini.

 

Il processo partecipativo vedrà il coinvolgimento e la sollecitazione della cittadinanza, a partire dalle organizzazioni sociali partner del presente progetto e con la collaborazione dei firmatari dell'accordo formale ossia:

Comune di Parma

Consigli dei Cittadini Volontari (CCV): sono organismi di partecipazione - volontari, apartitici e aconfessionali - eletti direttamente dai cittadini, istituiti nei 13 quartieri storici di Parma.

 

Nel presente progetto è indispensabile con l'aiuto dei partner già presenti trovare modalità di attivazione sia dei cittadini italiani che di quelli immigrati e le loro forme organizzate (se esistenti) che ancora non si è riusciti a raggiungere.

Per questa ragione si informeranno i cittadini (in particolare tutti i soggetti potenzialmente interessati e ancora assenti) del progetto tramite un incontro pubblico e programmato, con inviti diretti e mirati.

Saranno organizzati incontri di presentazione nei quartieri della città, come già da prassi comunale in uso per presentare le decisioni comunali più significative o raccogliere indicazioni e problemi.

Saranno organizzati incontri con le associazioni del privato sociale, le associazioni sportive, ambientaliste, ecc.

Saranno organizzati inoltre incontri con tutte le realtà e i servizi che possono essere utili all'avvio del processo partecipativo allargato: la Scuola, i servizi sanitari, i sindacati, le parrocchie ed oratori, ma anche associazioni afferenti al commercio e all'imprenditoria ed altre realtà territoriali.

 

Gruppi difficili da coinvolgere:

Si prevede difficile coinvolgere in particolare gli anziani, gli stranieri, i giovani che non hanno canali comunicativi forti con il Comune.

Per questi, e per i soggetti non organizzati, si cercheranno approcci informali faccia a faccia, presenza a momenti formali e informali del territorio, coinvolgimento delle scuole e nidi per il contatto coi genitori, uso dei social network, interviste o focus group effettuate tra i frequentatori di Centri Giovani, Centri sociali anziani, interviste di strada al mercato.

Si cercherà di formare dei gruppi di lavoro con presenza di facilitatori attivando analisi e discussioni in gruppo per portare una rappresentanza di queste fasce al TdN.

 

Qui alcune possibili indicazioni che verranno proposte al TdN:

- Per gli anziani, si contatteranno le loro associazioni, si incontreranno nei luoghi di aggregazione come i centri sociali o nelle interviste al mercato.

- Per gli stranieri, si coinvolgeranno le loro associazioni ove esistenti, i leader informali religiosi e non, che verranno intervistati e sollecitati a includersi nel processo. Utile anche il contatto coi datori di lavoro. Inviteremo anche gli stranieri iscritti ai “corsi di alfabetizzazione” dei CPIA chiedendo loro di fare da intermediari presso i loro connazionali o anche invitandoli in luoghi a loro conosciuti e frequentati in modo da facilitare la partecipazione delle famiglie con bambini, coinvolgendole dove possibile.

Lingue diverse: nel TdN il facilitatore potrà invitare se necessario persone straniere capaci di parlare anche italiano onde fungere da ponte. Nei momenti pubblici saranno utilizzati mediatori culturali linguistici e anche il facilitatore padroneggia alcune lingue europee. I supporti cartacei principali e le convocazioni potranno essere fatte, se necessario, in varie lingue.

- Giovani: per ovviare alle difficoltà di raggiungere la popolazione giovanile, di solito poco incline a partecipare a questi processi, si prevedono interviste nei Centri giovani, intervento nei bar, contatti con le scuole superiori; inoltre la partecipazione potrà essere sollecitata anche attraverso l’utilizzo dei social media. Dalle interviste sarà possibile individuare alcuni giovani di seconda generazione più consapevoli che potranno a loro volta coinvolgere i loro coetanei.

- Disabilità: si coinvolgeranno alcune associazioni locali. Inoltre coinvolgendo le scuole si verrà a contatto con tutte le famiglie. Eventuali persone con disabilità usufruiranno di luoghi di incontro senza barriere architettoniche.

 

Rispetto alle differenze di abilità, cultura e lingua si porrà attenzione a utilizzare metodi adeguati, eventualmente andando in loco a intervistare le persone e raccogliere i loro pareri utilizzando canali comunicativi adatti (uso di lingue straniere, chiarezza comunicativa, uso di mediatori, ecc.).

All'inizio del percorso, per favorire la partecipazione e la conoscenza degli obiettivi del presente progetto, saranno attivati tutti i canali, anche e soprattutto informali, di comunicazione con i gruppi che sono meno rappresentati, attraverso il coinvolgimento di opinion leader che possono agevolare il processo di partecipazione.

 

- Differenze di genere: sono previsti nella fase iniziale l’inclusione nel TdN di rappresentanti degli stake-holder principali con attenzione alla differenza di genere. Per favorire la massima partecipazione dei cittadini sarà dedicata attenzione agli orari e ai giorni di calendarizzazione degli incontri pubblici, tenendo anche conto delle esigenze delle famiglie e dei lavoratori con figli.

Per quanto riguarda la partecipazione di genere si provvederà, soprattutto nelle fasi iniziali e negli eventi DDDP, a coinvolgere in modo paritario uomini e donne. La scelta di collocare il “gazebo dell’ascolto” anche in un giorno di mercato verrà effettuata per raggiungere l’obiettivo di coinvolgere il più possibile sia le donne che gli anziani.

 

 

7. INCLUSIONE DI NUOVI SOGGETTI

Il CdP e il TdN cercheranno di essere attenti e pronti a cogliere gli elementi controversi, contraddittori, oppositivi che emergeranno dal territorio attuando le necessarie strategie per includere i portatori di tali istanze nel processo stesso in modo costruttivo e dialogico.

Il TdN inoltre discuterà di come inserire eventuali nuovi soggetti di rappresentanza che dovessero crearsi dopo l’avvio del processo.

Si cercherà sempre di garantire la rappresentatività equilibrata sia dei soggetti che facilmente partecipano (stake-holder forti, organizzati e formali) sia delle fasce sociali meno disponibili (stake-holder deboli, poco organizzati); nel caso che questi ultimi fossero di difficile inclusione si proverà a contattarli sul loro terreno con metodi adatti (attività outreach), per raccogliere il loro punto di vista e valorizzarlo nei passi successivi a cui saranno costantemente invitati.

 

In caso di partecipazione troppo numerosa al TdN, quindi all'incirca oltre i 20, si userà la strategia di sdoppiare il TdN in una sorta di assemblea generale che nominerà un Comitato più ristretto, in modo da garantire una buona qualità del dibattito, del processo democratico e del coinvolgimento.

 

 

8. TAVOLO DI NEGOZIAZIONE

 

Ruolo e compiti

Il TdN è il regista del processo che viene supportato dallo staff tecnico.

Il TdN avrà il compito di accompagnare tutte le azioni del progetto, valutandone l’efficacia e l’efficienza. In particolar modo il TdN avrà il compito, grazie alla valutazione di processo, di re-indirizzare le azioni complessive dell’attività progettuale e superare così eventuali criticità che si potrebbero presentare. Inoltre avrà il compito di discutere i risultati della partecipazione dei cittadini in merito al contenuto ed elaborare delle ipotesi, scelte possibili, variazioni da apportare al percorso.

Farà un costante monitoraggio rispetto alla tempistica, al raggiungimento dei risultati e alla valutazione del clima di gruppo.

Infine, il TdN avrà il compito di redigere il documento conclusivo del processo partecipativo (DocPP), eventualmente delegando alcuni dei suoi membri alla stesura per una successiva approvazione.

Il TDN sarà un elemento chiave per superare i particolarismi e imparare che la partecipazione gestisce un bene comune, quindi oltre il proprio interesse specifico. Il TDN può diventare così un organo che vede l’insieme del processo al di là dei 13 quartieri e ne governa le linee al di là del singolo quartiere.

 

Dell'avvio verrà data pubblicità sul sito interattivo del Comune di Parma alla pagina dedicata al progetto, sui social del Comune, e attraverso i canali di comunicazione dei soggetti firmatari dell'accordo formale per avvicinare più cittadini possibili. Infine anche attraverso il giornale del Comune che arriva a tutte le famiglie.

 

Struttura

- Il TdN si incontrerà con cadenza regolare indicativamente ogni 20 giorni per elaborare proposte e indicazioni in seguito al procedere dei lavori.

- Il TdN sarà composto dai 13 coordinatori dei CCV e aperto al coinvolgimento di altri soggetti utili al raggiungimento degli obiettivi quali Scuola, Sindacati, Parrocchie, Azienda Usl, Privato Sociale, Associazioni o anche gruppi informali ritenuti importanti.

 

Metodi di lavoro

Saranno proposti dallo staff al TdN:

- Discussione con facilitatore, brainstorming e altri strumenti per la produzione di idee e di analisi dei fattori pro e contro, grafici di analisi del problema con cause e conseguenze.

- Processi di costruzione del consenso attraverso esplicitazione dei vari punti di vista, approfondimenti delle ragioni reciproche, immedesimazione nel punto di vista altrui, produzione di proposte che tengano conto delle varie posizioni (ovvero i metodi dell’ascolto attivo di Marianella Sclavi, la teoria dei fondamenti di Pat Patfoort, la critica costruttiva di Jerome Liss, le tecniche del training nonviolento, gli esercizi di comunicazione del Teatro dell’Oppresso).

- Metodo consensuale nonviolento per le decisioni e non a maggioranza.

 

 

9. FASI DI LAVORO

 

FASE 1: Preparazione (Marzo 2019)

Avvio del dialogo strutturato con i partner di progetto:

Obiettivi: preparare il terreno con i rilevanti stakeholder, rafforzare la cooperazione tra i partner e con le associazioni varie, preparare i materiali comunicativi, censire e mettere in comune le risorse

possibili.

Risultati: buona collaborazione tra tutte le entità coinvolte.

 

ATTIVITA’

TEMPI

SCADENZE

METODOLOGIE

Incontro di coordinamento col Comune e Ufficio Stampa

1° Marzo

1° Marzo

Discussione libera su preparazione dei materiali e strategie comunicative, informazione capillare dell'avvio del progetto.

Incontro coi CCV e i partner di progetto

1-10 Marzo

10 Marzo

Discussione facilitata

Organizzazione del 1° TDN

10-20 Marzo

20 Marzo

E-mail, colloqui e incontro facilitato

Elaborazione materiale informativo cartaceo e attivazione social, sito, ecc.

2-5 Marzo

5 Marzo

Scrittura bozze concordate con Uff. Stampa.

Pubblicazione e stampa

Avvio campagna informativa

Dal 2 Marzo

Per tutto il periodo del progetto

Articoli, comunicati, post, interviste ecc. diffuse via Internet.

Distribuzione locandine e volantini.

Incontri con stakeholder organizzati di quartiere x informare e coinvolgere: almeno 1 incontro per quartiere con associazioni straniere e italiane, parrocchie, enti potenziali alleati, mediatori culturali, ecc.

Dal 20 Marzo

Per tutti i primi mesi

Incontri singoli e a gruppi, facilitati.

Incontri periodici di staff progetto e di TDN

 

Ogni 15-20 gg

Incontri facilitati con tecniche partecipative.

Interviste con opinion leader (almeno 13)

20-31 Marzo

31 Marzo, prolungabile

Video interviste pubblicate su Youtube/FB/siti

 

 

FASE 2 : Promozione del percorso (Aprile 2019)

Raggiungimento delle realtà potenzialmente interessate alla partecipazione:

Obiettivi: far conoscere il progetto al più largo numero di cittadini dei quartieri, trovare ulteriori

risorse umane, raccogliere le prime proposte dei cittadini e aprire il dibattito nei quartieri.

Risultati: si è stimolato un dibattito e interesse nella cittadinanza, sono emerse le prime posizioni e

proposte, si sono raggiunte molte realtà organizzate.

 

ATTIVITA’

TEMPI

SCADENZE

METODOLOGIE

Affissione locandine e manifesti, distribuzione di volantini, nei 13 quartieri. Invio comunicati stampa, post su FB, invio a mailing list, ecc.

Dal 1° aprile al 30 Aprile

30 Aprile flessibile.

In luoghi chiave della città e dei quartieri in collaborazione col Comune e i partner di progetto.

Gazebo dell'ascolto ai mercati, feste di quartiere, presenza a momenti pubblici, centri di aggregazione, ecc. Almeno 1 evento a quartiere.

Dal 1° aprile al 30 Aprile

30 Aprile flessibile.

Interviste ai passanti e consegna materiale informativo.

Momenti video ripresi e caricati su YouTube.

Piccole azioni teatrali e altri metodi outreach (installazioni

artistiche a sorpresa per creare curiosità).

Focus group con cittadini di diverse culture, etnie, età e con associazioni. Almeno 1 per quartiere.

Dal 1° aprile al 30 Aprile

30 Aprile flessibile.

Focus group.

Scelta di gruppi in genere poco coinvolgibili come giovani, anziani e stranieri.

Urne nei luoghi pubblici in cui raccogliere le proposte, interventi nei bar e circoli.

Dal 1° aprile al 30 Aprile

30 Aprile flessibile.

Posizionamento urne e azioni di supporto.

Proseguio della campagna informativa

Un’azione a settimana in vari canali

Per tutto il periodo del progetto

Articoli, comunicati, post, interviste ecc. diffuse via Internet.

Distribuzione locandine e volantini.

 

 

 

 

Incontri periodici di staff progetto e di TDN

 

Ogni 15-20 gg

Incontri facilitati con tecniche partecipative.

Interviste con opinion leader: 1 per quartiere.

Dal 1° aprile al 30 Aprile

30 Aprile flessibile.

Video interviste pubblicate su Youtube/FB/siti

 

 

FASE 3: Svolgimento del processo (Maggio-Giugno 2019)

Obiettivi: far emergere le proposte per il Bilancio Partecipativo da parte del più ampio numero di

cittadini e cittadine.

Risultati: votazione delle proposte e scelta di quelle più condivise.

 

ATTIVITA’

TEMPI

SCADENZE

METODOLOGIE

Incontro nei CCV per esaminare le proposte raccolte man mano.

1-10 Maggio

10 Maggio

Incontri facilitati con tecniche partecipative.

13 assemblee dei CCV aperte al pubblico per dibattere le proposte.

8-20 Maggio

20 Maggio

Incontri facilitati con tecniche partecipative, tra cui possibile il Teatro-Forum.

Valutazione degli Uffici Comunali preposti all’analisi di fattibilità delle proposte.

20-31 Maggio

31 Maggio

 

Azioni di pubblicizzazione delle proposte da votare, decisa nel TDN. Almeno una generale e 1 per ogni quartiere.

1-30 Giugno

30 Giugno

Possiamo organizzare ulteriori Gazebo, azioni teatrali, World Café, Open Space, volantini e locandine, Camera in Piazza, ecc.

Votazione online che le ordina per priorità.

1-30 Giugno

30 Giugno

Sito internet dedicato, sportelli nelle

biblioteche, punto dedicato al DUC.

Proseguio della campagna informativa

Un’azione a settimana in vari canali

Per tutto il periodo del progetto

Articoli, comunicati, post, interviste ecc. diffuse via Internet.

Distribuzione locandine e volantini.

Incontri periodici di staff progetto e di TDN

 

Ogni 15-20 gg

Incontri facilitati con tecniche partecipative.

 

 

FASE 4: Impatto decisionale (Luglio 2019)

Obiettivi: stilare il Documento di programmazione partecipata (DocPP) da inviare al Comune

contenente le proposte emerse dai 13 Quartieri.

Risultati:

- redazione condivisa dal Tavolo di Negoziazione del Documento di Programmazione

Partecipata contenente le proposte emerse dai 13 quartieri;

- Pubblicizzazione con gli strumenti previsti nel Piano di Comunicazione.

 

ATTIVITA’

TEMPI

SCADENZE

METODOLOGIE

Incontri del TdN per stilare il documento DocPP.

1-10 Luglio

10 Luglio

Incontri facilitati con tecniche partecipative.

Sua pubblicizzazione con gli strumenti previsti nel Piano di Comunicazione.

Almeno 1 azione per quartiere.

10-31 Luglio

31 Luglio

Uso di Internet (sito, social, mailing list…).

Azioni nei quartieri con distribuzione volantini.

Proseguio della campagna informativa

Un’azione a settimana in vari canali

Per tutto il periodo del progetto

Articoli, comunicati, post, interviste ecc. diffuse via Internet.

Distribuzione locandine e volantini.

Interviste con opinion leader sul percorso

10-31 Luglio

31 Luglio

Video interviste pubblicate su Youtube/FB/siti