CONFLITTI NEL TERRITORIO e processi comunitari

Sia a Parma da alcuni anni che a Ravenna in modo piu' ridotto, quindi a Modena, abbiamo avviato dei progetti ispirati all'Approccio di Comunita' e al Lavoro di Rete.

 

Il progetto “Un quartiere per amico” di Parma

Nel caso di Parma si trattava di attivita' animative per preadolescenti come asse centrale, pero' inserite in un processo di comunita' avviato da alcuni anni dal Centro per le Famiglie del Comune. Giolli ha iniziato nel 2000 vincendo la gara al Quartiere Lubiana San Lazzaro.

Nel corso degli anni abbiamo condotto laboratori nelle scuole e nelle Parrocchie, non di TdO ma di teatro d'attore, clownerie, costruzione maschere, ecc. col coordinamento fondamentale di Paola Cantarelli. A queste si sono aggiunte animazioni degli spazi informali come i parchi nel periodo primavera estate, con trampoli, tatuaggi, giochi, video e altre attivita'. Una parte di lavoro e' stata fatta con adulti, anziani di un Centro diurno, attivisti di varie associazioni del territorio per riflettere, questa volta col TdO, sui problemi del quartiere. Il tessuto sociale eraa molto ricco ed esisteva da tempo un Coordinamento della varie realta' del pubblico e privato che si occupavano di giovani o della comunita'; abbiamo infatti anche partecipato alle 3 feste annuali del quartiere con nostre azioni e anche realizzato degli spettacoli Forum sulla relazione educativa rappresentati nelle scuole, nelle parrocchie e nelle feste.

 

Progetto Botticino

A Botticino (Brescia) abbiamo condotto per un anno un intervento ispirato al dialogo tra generazioni, influenzando l'intero Comune con le sue frazioni, con attività diverse di sensibilizzazione che sono culminate in un Forum pubblico sul tema del rapporto tra giovani e adulti, costruito sulla base dei pre spettacoli precedenti.

 


 

Conflitti nei quartieri

Si tratta di un'area ancora poco esplorata che ci ha visto operare nel 2002-3 in un quartiere di Modena sul conflitto tra residenti adulti e gruppi di giovani adolescenti. La Circoscrizione ci ha chiesto di intervenire su proposta del Cesevomo. Il percorso doveva essere parallelo, ovvero la creazione di due spettacoli di Teatro-Forum uno che rappresentasse il punto di vista dei giovani e uno quello degli adulti.

Purtroppo i gruppi di giovani contattati non si sono mostrati sufficientemente disponibili, in parte perche' il problema non era sentito, in parte per difficolta' a mettersi in gioco con sconosciuti. La costruzione del Forum e' proseguita quindi coi soli adulti di un'associazione locale, anche se i giovani sono poi stati presenti nei momenti pubblici e nel Forum centrale svolto nell'anfiteatro del quartiere. Il dibattito e' stato piuttosto acceso e un risultato e' stato quello di fare da ponte comunicativo tra i due mondi. Assieme ad educatori di strada e al team di progetto si sono proposte poi modalita' diversificate, culminate in una serata di presentazione delle video interviste fatte ai ragazzi e al video del Forum precedentemente realizzato. Il percorso di reciproca comprensione continua sostenuto dall'associazione locale, per prevenire degenerazioni del conflitto.

Una prima analisi dell'iniziativa ci fa dire che la riuscita e l'efficacia di simili interventi e' tanto piu' alta quanto piu' le risorse sono elevate e il nostro intervento si inserisce organicamente in contatti gia' in atto coi gruppi giovanili. Forse anche lo strumento video si adatta maggiormente ai linguaggi dei gruppi informali che non il teatro, a meno che non si creino particolari condizioni di setting o che ci sia un tempo sufficiente per entrare in rapporto di fiducia, meglio se con la mediazione di educatori di strada gia' agganciati.

La presenza di un'organizzazione di genitori e adulti ci ha facilitato per esempio il contatto con loro; se non ci fosse stata probabilmente avremmo speso molto tempo per raccogliere le persone, farci conoscere, proporci, coinvolgerle.

Insomma viene da pensare che il Forum e il TdO non sono strumenti magici, ma se inseriti in un percorso strutturato con presenza di gruppi motivati del territorio, allora puo' diventare un momento caldo e creativo per facilitare la comunicazione, primo passo per la gestione migliore del conflitto. Per esempio facendo emergere il non detto, pubblicizzando fatti che non tutti conoscono, facendo parlare gli uni e gli altri delle proprie ragioni, ecc.

Il Teatro dell'Oppresso nei processi comunitari si rivela utile in molte fasi del lavoro: raccolta informazioni iniziale, ricerca-zione, gestione dei conflitti emersi, restituzione di informazioni, stimolo alla partecipazione...

Il futuro si annuncia gravido di questi conflitti (sulla presenza di immigrati, di gruppi giovanili inquieti,ecc.) e si può quindi prevedere un maggior uso del Teatro dell'Oppresso (TdO) in questo ambito, ma sorretto da una forte rete di organismi e una chiara politica istituzionale volta a far emergere le ragioni del conflitto e non a occultarle.


 

Conflitti di condominio

A Modena nell'autunno 2010 abbiamo lavorato in un condominio multi culturale di 380 unità abitative, concludendo il lavoro con una restituzioone pubblica delle interviste e questionari fatti.

Il pubblico presente, circa 50 persone di ogni genere, ha partecipato, apprezzato il lavoro e analizzato i problemi, presentando 19 proposte di miglioramento della convivenza:

1)Adeguarsi alle usanze italiane:

-Tende uniformi, parabole nere, condizionatori neri, non mettere le bici legate ovunque, non mettere bottiglie sparse, tenere il bello, carrelli spesa non mollati ovunque

-Le agenzie/proprietari si accertino che ci vivano solo 1/2 persone non 10

-Le prostitute siano più discrete

 

2)Cancello da aprire in scala B per entrare direttamente e non dover passare come donne davanti a gruppi di maschi

 

3)Trovare un posto per le bici che altrimenti vengono rubate

 

4)Scrivere nomi e non numeri di chi abita nelle scale A e B in modo che i clienti delle prostitute non suonino per sbaglio gli altri

 

5)Partecipare alle iniziative dell’associazione che è diverso dal portierato

 

6)Abbassare gli affitti

 

7)Sistemare le parabole che ora non vanno bene e non permettono la ricezione delle TV estere

 

8)Dare delle chiavi dell’ascensore per i residenti in modo che non vengano usati dai "clienti"

Dire all’amministratore di avere criterio su a chi affittare i mini appartamenti

 

9)Avere un referente per l’amministratore.

Creare una rete di condomini contro le prostitute

 

10 Affittare a chi ha un contratto

 

11)Controlli di polizia sì, ma più selettivi e anche sui clienti. Sensibilizzare l’assessore Maletti sui modi di controllo

 

12)Più unione tra i vicini

 

13)Lavoro: creare cooperativa pulizie e verde usando le competenze interne, quelle dei condomini

 

14)Eleggere capiscala a cui rivolgersi, come mediatori tra conflitti

 

15)Petizione contro la prostituzione

 

16)Banca del tempo al Windsor (baby sitter= elettricista)

 

17)Sport per coinvolgere i figli delle scale A,B,C e delle altre

 

18)Più conoscenza delle competenze dei condomini delle scale C-H e coinvolgerli in attività ad hoc

 

19) informare in questura, gli stranieri, che devono denunciare chi convive con loro, in modo che non prendano le multe quando arrivano i controlli.