IL CHIARO OLTRE L’OSCURO Ovvero cosa resterà di questa notizie.

IL CHIARO OLTRE L’OSCURO Ovvero cosa resterà di queste notizie.  
PRESSO SALA DELLA CORALE VERDI VICOLO ASDENTE, 1 - PARMA VENERDÌ 2 DICEMBRE 2011 - ORE 17.30
 
“Il chiaro oltre l’oscuro” non è uno spettacolo teatrale e nemmeno l’esito di un laboratorio. 
Si tratta, piuttosto, di una estensione del laboratorio che da un anno, oramai, la Cooperativa Giolli conduce presso il Centro Santi di Parma
coinvolgendo ospiti e frequentatori della struttura. Il laboratorio, denominato “Fare cultura, essere cittadini”, si è sviluppato
attraverso le tecniche del Teatro – Giornale, una tecnica del metodo teatrale elaborato dal regista brasiliano Augusto Boal e conosciuto con il nome di Teatro dell’Oppresso.
<<Dal 2009, abbiamo attivato un laboratorio teatrale differente dal solito. Anziché rivolgerci ad un gruppo ristretto coinvolgiamo quante più persone possibili,
lavorando sui temi della vita quotidiana. Abbiamo scelto di fare cultura, cioè di conoscere, analizzare, interpretare il mondo e la società nella quale viviamo>> ,
spiega Massimiliano Filoni, attore e regista di Giolli, che conduce il laboratorio. <<L’obiettivo è scoprire>> - prosegue Filoni -
<< quale collocazione e quale ruolo abbiamo nel mondo e che cosa in quella veste e da quella posizione sia in nostro potere fare come cittadini
per contribuire alla costruzione di un mondo più giusto. Questo ci ha portato a riflettere sugli aspetti eccessivamente competitivi
che generano emarginazione nella nostra società. >> <<Nell’ultimo anno con le tecniche del Teatro – Giornale
ci siamo concentrati sui meccanismi della comunicazione mediatica e su come i mezzi di informazione contribuiscano a formare un’immagine del mondo
spesso non aderente con quella che è la personale esperienza della realtà.>> <<Durante il lavoro è stato composto un testo teatrale che parla di tutto questo,
ma ad interessarci non è la performance quanto l’occasione di aprirci al mondo e condividere il nostro lavoro incontrando altre donne e altri uomini, che di solito
si chiamano pubblico, per scoprire nuovi punti di vista, nuove opinioni, idee differenti.>> <<Ognuno sarà libero di partecipare e dire la propria senza timore di essere giudicato
o di sbagliare. Ci interessa realizzare un’azione culturale che faccia incontrare normali cittadini, senza vincoli di categorie o di classificazioni sociali, per pensare
e discutere collettivamente temi di interesse comune>>. Il teatro diviene così uno strumento di inclusione sociale attraverso cui, senza distinzioni,
chiunque può prendere la parola ed essere protagonista all’ interno della propria società.