Conflitti nel territorio: Botticino

 

PROCESSI COMUNITARI: il caso Botticino

 

Sia a Parma da alcuni anni che a Ravenna in modo piu' ridotto, abbiamo avviato dei progetti ispirati all'Approccio di Comunita' e al Lavoro di Rete.

Nel caso di Parma si tratta di attivita' animative per preadolescenti come asse centrale, pero' inserite in un processo di comunita' avviato da alcuni anni dal Centro per le Famiglie del Comune. Giolli ha iniziato nel 2000 vincendo la gara al Quartiere Lubiana San Lazzaro.

Nel corso degli anni abbiamo condotto laboratori nelle scuole e nelle Parrocchie, non di TdO ma di teatro d'attore, clownerie, costruzione maschere, ecc. cl coordinamento di Paola Cantarelli. A queste si sono aggiunte animazioni degli spazi informali come i parchi nel periodo primavera estate, con trampoli, tatuaggi, giochi, video e altre attivita'. Una parte di lavoro e' stata fatta con adulti, anziani di un Centro diurno, attivisti di varie associazioni del territorio per riflettere, questa volta col TdO, sui problemi del quartiere. Il tessuto sociale e' molto ricco ed esiste da tempo un Coordinamento della varie realta' del pubblico e privato che si occupano di giovani o della comunita'; abbiamo infatti anche partecipato alle 3-4 feste annuali del quartiere con nostre azioni e anche realizzato degli spettacoli Forum sulla relazione educativa rappresentati nelle scuole parrocchie e feste.

A Botticino abbiamo condotto per un anno un intervento ispirato al dialogo tra generazioni, influenzando l'intero Comune con le sue frazioni, con attività diverse di sensibilizzazione che sono culminate in un Forum pubblico sul tema del rapporto tra giovani e adulti, costruito sulla base dei pre spettacoli precedenti.

Il Teatro dell'Oppresso nei processi comunitari si rivela utile in molte fasi del lavoro.