Conflitti nel trerritorio

 

Conflitti nel territorio

 

Si tratta di un'area ancora poco esplorata che ci ha visto operare nel 2002-3 in un quartiere di Modena sul conflitto tra residenti adulti e gruppi di giovani adolescenti. La Circoscrizione ci ha chiesto di intervenire su proposta del Cesevomo. Il percorso doveva essere parallelo, ovvero la creazione di due spettacoli di Teatro-Forum uno che rappresentasse il punto di vista dei giovani e uno quello degli adulti.

Purtroppo i gruppi di giovani contattati non si sono mostrati sufficientemente disponibili, in parte perche' il problema non era sentito, in parte per difficolta' a mettersi in gioco con sconosciuti. La costruzione del Forum e' proseguita quindi coi soli adulti di un'associazione locale, anche se i giovani sono poi stati presenti nei momenti pubblici e nel Forum centrale svolto nell'anfiteatro del quartiere. Il dibattito e' stato piuttosto acceso e un risultato e' stato quello di fare da ponte comunicativo tra i due mondi. Assieme ad educatori di strada e al team di progetto si sono proposte poi modalita' diversificate, culminate in una serata di presentazione delle video interviste fatte ai ragazzi e al video del Forum precedentemente realizzato. Il percorso di reciproca comprensione continua sostenuto dall'associazione locale, per prevenire degenerazioni del conflitto.

Una prima analisi dell'iniziativa ci fa dire che la riuscita e l'efficacia di simili interventi e' tanto piu' alta quanto piu' le risorse sono elevate e il nostro intervento si inserisce organicamente in contatti gia' in atto coi gruppi giovanili. Forse anche lo strumento video si adatta maggiormente ai linguaggi dei gruppi informali che non il teatro, a meno che non si creino particolari condizioni di setting o che ci sia un tempo sufficiente per entrare in rapporto di fiducia, meglio se con la mediazione di educatori di strada gia' agganciati.

La presenza di un'organizzazione di genitori e adulti ci ha facilitato per esempio il contatto con loro; se non ci fosse stata probabilmente avremmo speso molto tempo per raccogliere le persone, farci conoscere, proporci, coinvolgerle.

Insomma il Forum e il TdO non sono strumenti magici, ma se inseriti in un percorso strutturato con presenza di gruppi motivati del territorio, allora puo' diventare un momento caldo e creativo per facilitare la comunicazione, primo passo per la gestione migliore del conflitto. Per esempio facendo emergere il non detto, pubblicizzando fatti che non tutti conoscono, facendo parlare gli uni e gli altri delle proprie ragioni, ecc.

Il futuro si annuncia gravido di questi conflitti (sulla presenza di immigrati, di gruppi giovanili inquieti,ecc.) e si può quindi prevedere un maggior uso del Teatro dell'Oppresso (TdO) in questo ambito, ma sorretto da una forte rete di organismi e una chiara politica istituzionale volta a far emergere le ragioni del conflitto e non a occultarle.