Jeunes du Maroc 2.0

Jeunes du Maroc 2.0

IL PROGETTO

finanziato dalla Tavola Valdese

 

Data approvazione: Settembre 2019

Periodo del progetto : Settembre 2020 – 30 Giugno 2021 (inclusa la rendicontazione).

 

 

SINTESI

Il progetto "Jeunes du Maroc 2.0" nasce dalla collaborazione avuta nel 2017-2018 tra Soleterre e Giolli sul progetto "Filles de l'Espoir".

Si svolge in 5 città del Marocco nelle regioni di Rabat e Tangeri, nei quartieri a rischio.

Obiettivo principale è quello di contrastare la marginalizzazione dei giovani.

Attività:

- formazione di base per 30 animatori, educatori, attivisti e assistenti sociali sul TdO e la pedagogia di Paulo Freire

- i giovani formati creano un gruppo locale di sostegno

- incontro di supervisione per verificare i progetti pilota locali

- formazione avanzata sul metodo Boal

- i partecipanti avviano dei progetti pilota (nelle scuole, azioni teatrali nei quartieri, ecc.)

- incontro di supervisione per verificare i progetti pilota locali

- Festival dove i vari gruppi formati localmente e quelli che han lavorato nei vari quartieri si incontrano

- valutazione partecipata del progetto.

Metodi: Teatro dell’Oppresso, coscientizzazione di Freire e Approccio di Comunità.

 

 

OBIETTIVO

Prevenire e combattere l'emarginazione dei minori senza famiglia o comunque a rischio, con un lavoro nelle scuole e nei quartieri a rischio che li coinvolga in processi di empowerment.

 

 

CONTESTO

Il programma integrato « ES.Maroc.Org », che l’ONG italiana Soleterre e l’associazione locale Es.Maroc.org hanno lanciato a partire da Gennaio 2018, nasce dall’esperienza di 13 anni di lavoro sociale di prossimità nel Paese. La conoscenza del terreno e i numerosi partner locali hanno permesso di costruire un orientamento futuro verso un unico programma Paese nel quale convergono tutti gli attuali progetti e che si basa sull'attivazione di un Centro d'innovazione socio-economico (Hub) il cui obiettivo è l’inserimento professionale dei giovani residenti in Marocco e l’innovazione culturale.

Il programma mira, in senso generale, ad aumentare in modo significativo le opportunità di partecipazione socio-economica e imprenditoriale dei giovani, sul loro territorio, comprese le categorie più vulnerabili.

Abbandono scolastico, disoccupazione, delinquenza, estremismo religioso problemi psichici: tali sono infatti i pericoli che minacciano i giovani Marocchini. Come una minaccia che pesa sul loro avvenire. E’ questa la diagnosi espressa da Rachid Talbi Alami, Ministro della Gioventù e dello sport, durante l'ultimo Consiglio del Governo nel 2017, a lato della presentazione del progetto del piano d’azione governativo per una politica integrata dedicata alla gioventù.

Il Ministro ha anche fatto sapere che i giovani dai 15 ai 34 anni rappresentano il 34% della popolazione globale del Marocco, su 11,7 milioni d’individui. Il 51% tra essi sono donne. La maggioranza dei giovani vive nel contesto urbano, circa il 60% (rapporto Al Massae edizione del 28 e 29 ottobre).

Sfortunatamente, questo capitale umano, vive in condizioni difficili, deplorate da Talbi Alami. L'abbandono scolastico tocca 270.000 giovani ogni anno, ha precisato il Ministro; conseguenza logica: il tasso di disoccupazione arriva al 20% di questa fascia di età.

Per questo il progetto si rivolge a giovani a rischio e coniuga insieme l’esperienza di lavoro delle 3 organizzazioni nei quartieri marginali.

Il progetto "Jeunes du Maroc 2.0" nasce dalla collaborazione avuta nel 2017-2018 tra Soleterre e Giolli sul progetto "Filles de l'Espoir". In esso Giolli ha svolto la formazione al Teatro dell'Oppresso (TdO) per animatrici e educatrici dei centri di protezione dell'infanzia che raccolgono ragazze abbandonate o scappate di casa, intercettate dalla polizia.

Da quella positiva esperienza, che è terminata, nasceva l'idea di questo nuovo progetto.

 

OBIETTIVI SPECIFICI

1) Rinforzare le competenze educative di animatori, educatori, leader giovanili e assistenti sociali dei centri per la Jeunesse, di Es Maroc, delle associazioni culturali, sportive e civili che si coinvolgeranno nel progetto.

2) Rinforzare le capacità delle organizzazioni della società civile di favorire la partecipazione sociale, il protagonismo dei giovani e il sostegno alle categorie giovanili più vulnerabili.

 

ATTIVITÀ E FASI

Azione 1 - Coordinamento, gestione e monitoraggio

 

Azione 2 - Formazione base

- Località: Rabat e Tangeri.

- Attività: Formazione di base per 30 animatori, educatori, attivisti e assistenti sociali perché siano in grado di utilizzare il TdO e la pedagogia di Paulo Freire nelle loro attività sul campo, inteso come lavoro di comunità. I partecipanti useranno le stesse tecniche del TdO (vedi anche “metodi”), con un approccio “learning by doing”, per esplorare il tema della marginalità dei giovani, dell’abbandono scolastico, dei comportamenti a rischio.

La parte teorica mirerà a rendere consapevoli i partecipanti di come applicare le tecniche nei loro contesti di azione, sia in gruppo che in strada.

- Durata: 4 giorni.

- Contenuti della formazione: Teoria di Boal, approccio pedagogico di Paulo Freire, il lavoro di comunità. Le tecniche del TdO: giochesercizi, Teatro-Immagine e Teatro-Forum. Cenni al Teatro-Legislativo.

 

 

Azione 3 - Mini progetti locali

- Località: i quartieri a rischio delle 5 città prescelte.

- Attività: i giovani formati creano un gruppo locale di sostegno, tramite un training per i giovani del territorio; in questo gruppo fanno pratica del metodo e cominciano a proporre delle attività nelle scuole, nei centri giovani, nelle associazioni, negli eventi locali.

I progetti sono condotti dai partecipanti con il sostegno di Giolli via Internet (con Skype o strumenti analoghi).

Si ipotizza che nascano 5 gruppi, uno per ogni città coinvolta, in collaborazione con realtà associative locali già esistenti.

- Durata: 3 mesi circa.

- Contenuti del lavoro: quei temi che emergeranno come prioritari nell'incontro coi gruppi target.

 

Azione 4 - Supervisione

- Località: Rabat e Tangeri.

- Attività:

a) Incontro di supervisione nelle due città, per verificare i progetti pilota locali.

b) Visite di supervisione in loco sui singoli contesti, se necessario.

c) Formazione avanzata sul metodo Boal affinché i formati possano diventare moltiplicatori (circa la metà dei soggetti iniziali).

- Durata: 3 giorni di supervisione comune e di formazione intensiva e 1 giorno di visita in ogni città.

- Contenuti della formazione avanzata: aspetti metodologici, analisi dell'applicazione fatta e delle difficoltà sorte, formazione al facilitatore del Teatro-Forum (Jolly).

Nota: non è previsto budget per viaggio dall’Italia, quindi sarà una supervisione virtuale.

 

Azione 5 - Progetti Pilota avanzati

- Località: le 5 città coinvolte.

- Attività: i partecipanti avviano dei progetti pilota (nelle scuole, azioni teatrali nei quartieri, ecc.). I progetti sono condotti con il sostegno di Giolli via Internet (con Skype o strumenti analoghi).

- Durata: 3-5 mesi circa.

- Contenuti delle azioni: quelli emersi come prioritari nella fase 2: potranno essere l'abbandono scolastico, la disoccupazione, la criminalità e devianza, ecc.

 

Azione 6 – Evento finale

Località: Rabat.

- Attività: momento di incontro tipo Festival dove i vari gruppi formati localmente e quelli che han lavorato nei vari quartieri si incontrano: scambi, riflessioni, spettacoli di Teatro-Forum, ecc. Verranno invitate le Autorità Locali e i vari stakeholder, in modo da dare visibilità al progetto e promuovere la sua continuità.

- Durata: 2 giorni.

 

Valutazione

Località: le 5 città.

- Attività: valutazione del progetto fatta in modo partecipato coi vari stakeholder e valutazione dei partner di progetto.

In ogni città verrà dedicato un momento o più di incontri per valutare gli esiti del lavoro svolto, sia all’interno dei gruppi locali che con i vari stakeholder, tra cui i giovani che hanno variamente partecipato alle iniziative.

Il frutto dei vari incontri verrà riportato a Rabat per una valutazione complessiva svolta dai partner del progetto, come stimolo anche al proseguimento del progetto stesso nel secondo anno.

- Durata: vari giorni.

- Contenuti: ii feedback e le valutazioni dei vari gruppi e Istituzioni incontrate nelle 5 città. Proseguio del progetto e sostenibilità.

 

 

METODI

1) Il Teatro dell’Oppresso di Boal, un metodo partecipativo, dialogico, maieutico e democratico, che appassiona i giovani e permette loro di esplorare i temi che li riguardano in modo protetto, nonché di favorire il loro empowerment (www.theatreoftheoppressed.org)

2) La pedagogia coscientizzante di Paulo Freire, un approccio che valorizza il sapere dei discenti e si pone in modo dialogico con loro, nella co-costruzione del sapere, lontano dall’approccio trasmissivo (www.paulofreire.org).

3) L’approccio di comunità, un modo di costruire legami di comunità e valorizzarla nelle sue risorse atte ad affrontare i problemi, opposta quindi a un modello di colonizzazione verticale (https://en.wikipedia.org/wiki/Community_development).

 

 

BENEFICIARI

30 animatori, attivisti, educatori, assistenti sociali, provenienti anche dal precedente progetto Les Filles de l’Espoir.

Indiretti

- 100 minori a rischio intercettati nei progetti pilota locali nei quartieri marginali di Rabat (Quartier Akkari, G5…), Sale (Quartier SIDI MOUSSA, Hay Enbiat, Bokndel), Témara (Cheikh Eddaoui), Khemissat/Kenitra (Sidi Taibi), Tanger (Quartier Bni Makada, Boukhalef, Mesnana).

- 1.000 adulti e giovani coinvolti nei progetti a scuola e nei quartieri.

 

 

LUOGHI DI AZIONE

Rabat/Sale 4 quartieri

Tangeri/Tetouan.

 

 

PARTNER

Es Maroc Org

 

 

ALTRI SOGGETTI

Fondazione SoleTerre

ODCO

AAUPE

Entraide Nationa

 

 

Il progetto è finanziato dalla Tavola Valdese coi fondi dell'8x1000: www.ottopermillevaldese.org

 


Per sapere come si è svolto, leggete il report allegato. 

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